Il Triathlon

Il Triathlon è uno sport multidisciplinare di resistenza nel quale l'atleta svolge nell'ordine: una prova di nuoto, una di ciclismo e una di corsa senza interruzione di continuità.
E' una specialità sportiva governata dalla Federazione Italiana Triathlon: la F.I.Tri.

Quando e come nasce

Nel 1978 sotto gli ombrelloni di paglia di un bar delle Hawaii, John Collins, ufficiale della US-NAVY, discuteva con un gruppo di amici su quale fosse la più dura delle prove sportive tra quelle che si disputavano sul posto:

i 3,8 Km di nuoto della Waikiki Rough Water;
i 180 Km in bicicletta della Around Oahu Bike Race;
i 42,192 Km di corsa della Honolulu Marathon.

Non arrivando ad un accordo Collins e i suoi amici inventarono una supergara che includesse tutte e tre le discipline, una di seguito all'altra e la chiamarono IRONMAN, letteralmente "Uomo di Ferro".
Nacque così il TRIATHLON.
L'Ironman che si svolge da allora ogni anno, in Ottobre, alle Hawaii prevede 3,8 Km a nuoto, 180 Km in bicicletta e 42,195 Km di corsa a piedi. Alla prima edizione parteciparono 15 atleti, uno dei concorrenti comprò la sua bici il giorno prima della gara, un altro si fermò per una pausa ristoratrice da Mc Donald, solo 12 terminarono la gara che vide vincitore Gordon Haller in 11:46:58.
Ora il numero dei partecipanti è limitato a 1.500 persone e per accedere alla gara occorre partecipare alle qualificazioni che si svolgono durante l'anno in diverse nazioni del mondo.
Inoltre tale competizione, soprattutto per il prestigio accumulato in tanti anni di storia, viene etichettata da tutti gli atleti (elite e non) quale Campionato Mondiale della distanza IRONMAN. Da tutti gli addetti ai lavori è considerata la gara per eccellenza del Triathlon, qualsiasi triathleta ha come obbiettivo della propria carriera sportiva il mitico viale del traguardo dell'IROMAN delle Hawaii.
Il Californiano Mark Allen, detto "The Grip", è l'unico atleta che ha vinto per 6 volte l'Ironman di Kona diventando l'uomo simbolo di questa gara.
In questi ultimi anni il Triathlon sta avviando un interessante processo di maturazione sportiva, è diventato da Sidney 2000 una disciplina Olimpica a tutti gli effetti e soprattutto sta suscitando l'interesse di molti.

In Italia

L'esordio ufficiale del Triathlon in Italia è avvenuto nel 1984 al Lido di Ostia, Roma. Alla prima gara parteciparono quasi 200 persone, di cui 12 donne. Attualmente la F.I.Tri. (Federazione Italiana Triathlon) compila un calendario annuale di gare, distribuite con una certa abbondanza ed uniformità su tutto il territorio Nazionale, nel quale poter scegliere le competizioni alla quali partecipare.
Alla F.I.Tri. sono affiliate più di 200 società sportive con un totale di 10.000 tesserati.
Vengono disputati, per ogni distanza, il Campionato Italiano Assoluto Individuale, a Squadre, Age-Group, Junior e Allievi.
La F.I.Tri. a sua volta è affiliata all'ETU (European Triathlon Union) e all'ITU (International Triathlon Union) che organizzano i Campionati Europei e Mondiali e la Coppa Europa e del Mondo. La WTC (World Triathlon Corporation) è l'organizzazione con il"Puntino sulla M" a cui fanno capo le numerose gare che si svolgono in tutto il mondo, valide per l'ambiziosa qualificazione all'lronman delle Hawaii.

Tre sport in uno

Mai fermarsi!!!
E' questo il segreto del Triathlon.
Prima si nuota, poi si va in bici, infine si corre a piedi.
Questo sport ha una storia relativamente recente, ma col passare degli anni ha raccolto un sempre maggiore bacino di praticanti.
Il primo sport della serie è anche quello che richiede maggiore attenzione nella tecnica: il nuoto. In gara, si nuota in mare aperto o lago, non esistono corsie e bisogna dunque sapere tenere sempre la giusta direzione per evitare di allungare inconsapevolmente il percorso.
Non vi preoccupate se l'acqua e troppo fredda, è previsto l'uso della muta sotto i 21°C e la prova di nuoto viene annullata se la temperatura scende al di sotto dei 13°C.
Nel ciclismo, sport che fa da cuscinetto, tra la prima ed l'ultima prova, occorre saper dosare le forze ed abituarsi al cambio al volo del tipo di attività motoria.
Molto importante e l'utilizzo del casco, per ovvie ragioni di sicurezza, e prestare la dovuta attenzione durante il percorso che il più delle volte è aperto al transito veicolare.
Altra storia ancora la corsa nella quale sopraggiungono delle profonde modificazioni biomeccaniche che possono far diventare questa prova molto impegnativa, soprattutto se non si sono distribuite adeguatamente le energie nelle due frazioni precedenti. Può essere decisivo anche il saper economizzare al massimo il tempo nel passaggio da una disciplina all'altra. Gli atleti escono dall'acqua e correndo per raggiungere la bici si tolgono la cuffia, gli occhiali e parzialmente la muta che si sfila del tutto mentre si indossa il casco per la bici. Senza aver ancora indossato le scarpette, che sono attaccate ai pedali, si sale in bici e si inizia a pedalare con il piede sopra le scarpetta; solo dopo aver raggiunto una buona andatura le si indossa per poi lanciarsi nella frazione ciclistica.
Quando poi si finisce la frazione in bici, si scende dal mezzo ancora in corsa lo si poggia insieme al caschetto e via, ci si invola verso l'ultima frazione, la corsa, fino all'arrivo.
Tutte queste operazioni di cambio tra una disciplina e l'altra vengono effettuate all'interno di un'apposita zona cambio, allestita dall'organizzazione, dove ogni atleta ha un personale spazio per poter poggiare e organizzare l'attrezzatura per le varie transizioni.
Un'indecisione in queste fasi a volte può costare la vittoria finale, specie se la gara è condotta a ritmi serrati e risulta di alto livello.
Comunque un aspetto importante che non deve mai essere perso di vista è che questo sport risulta molto piacevole da praticare e soprattutto molto meno faticoso di quanto possa sembrare. Una preparazione fisica alla portata di tutti può consentire di portare a temine, con tranquillità ed estrema soddisfazione, una gara Sprint. La filosofia del Triathlon, non è dare tutto e subito, ma saper dosare le energie con intelligenza in modo da assaporare con soddisfazione le piacevoli sensazioni agonistiche e non che questo sport sa donarti.
Sicuramente i discorsi precedentemente affrontati sono di grossa importanza se si vuole raggiungere una prestazione agonistica di un certo livello; ancor più che in altri sport qui la tattica la fa da padrona.

A me non rimane che dirvi buon divertimento nella speranza di incontrarvi in zona cambio alla prossima gara.